Diario di viaggio namibia 2011

A cura di Emanuela Scarponi

Dedicato alla coraggiosa signora italiana 65enne che ha purtroppo perso la vita in Namibia il giorno 16 agosto di quest'anno, appena prima della nostra partenza, ed a coloro che insieme a lei sono rimasti feriti. Ho chiesto ai vostri compagni di tutti voi lungo la strada. Siete nel mio cuore. Un pensiero alle amiche che non sono potute venire: Cristina che sta per partire per il Brasile e Luciana da Padova! Alla prossima!!!

1° giorno: ROMA/FRANCOFORTE/JOHANNESBURG 17 AGOSTO

Partenza da Roma, via Francoforte, per Johannesburg. Incredibile! All'aeroporto di Fiumicino, in partenza incontriamo Francesco, un nostro collega, che infine decide di non venire con noi...è diretto in Germania, ma nutre una grande passione per la Namibia...lo salutiamo...due sue concittadine sono con noi: Dirce e Barbara! Si scambiano la mano prima di un ultimo saluto al check-in.... Il 17 agosto lasciamo l’Italia per raggiungere Francoforte: la mattina stessa molti amici mi avvertono dell’incidente avvenuto in Namibia in cui una jeep si è capovolta a causa dello scoppio di una gomma e mi chiedono in modo discreto dove mi trovo per sapere se sono coinvolta. Bell’inizio! E passo per la solita scervellata di turno...niente di nuovo... Partiamo verso le 8 di sera da Francoforte per Johannesburg, città del Sud Africa, ormai famosa per aver ospitato i Mondiali dello scorso anno; approdo più tranquillo per viaggiatori europei che vogliono scoprire il continente, così lontano dalle nostre abitudini e tradizioni, da rendere forte l'impatto. Lasciamo la vecchia Europa e ci tuffiamo nella atmosfera antica e primordiale di questo continente, famoso perché ci è nato l'Uomo.

2° giorno: Johannesburg / Windhoek 18 AGOSTO

Arrivo a Johannesburg e proseguimento per Windhoek con volo di linea. Disbrigo delle formalità d’ingresso in Namibia. Incontro con la guida locale di lingua italiana. Parlo con alcuni viaggiatori italiani che sanno dell'incidente. Chiedo loro come è andata. In viaggio queste cose possono capitare a tutti, sempre. I viaggiatori lo sanno. Esprimo la mia solidarietà per quanto accaduto. Faccio loro il mio in bocca al lupo per il viaggio. Dono loro il mio libro, affinchè possa servire loro da guida!!! Ci salutiamo! Anche loro augurano un in bocca al lupo a noi. Buon viaggio e buona fortuna!!! Siamo qui per vivere una nuova esperienza di vita ed ampliare i nostri orizzonti! Nuove emozioni ci aspettano. E come accade tra i migliori ci riconosciamo e ci auguriamo gli uni con gli altri un "long life and prosper"! Eh sì! Io credo che la parte migliore della società sia quella costituita dalla tribù dei viandanti.... cui io appartengo... Arriviamo a Windhoeck alle 13,30 del 18 agosto stremati: 14 ore di volo e circa diecimila km percorsi ... quasi come a piedi!!!!. Il cielo è nitido e l’aria è pulita. Saliamo tutti sul camion-safari che non ci abbandonerà più fino alla fine del viaggio dotato di grandissime ruote e di altissimi finestrini da cui tutti possono fotografare, e da un frigo bar che contiene acqua a volontà. Siamo ricchi!!! Come prima tappa visitiamo il Parlamento namibiano; all’inizio non è facile. Ci prendono per alieni. In effetti, non ci aspettano a braccia aperte, ma dopo qualche tentativo ricercano le carte... arriva l'omino con le chiavi dal nulla ed entriamo nell'aula del Consiglio nazionale della Repubblica federale di Namibia!!! Ci siamo riuscite....Catherine, la guida locale herero mi aiuta nel tentativo....e Salome, impiegata modello del Parlamento, ci viene incontro! Sa tutto. Entusiasmante immaginare i posti occupati dai nuovi leader neri, tra coloro cioè che hanno guidato la Namibia all’indipendenza nel 1990 ed i vari rappresentanti delle etnie locali! Non so cosa darei per assistere ad una seduta locale...ma ora la sessione è sospesa. Trovo abbandonata tra i banchi solamente una rivista sulla giornata delle donne in Namibia. la porto con me come souvenir. Lasciamo il Parlamento per passeggiare per Windhoeck, irriconoscibile rispetto al 1995. La città, ormai molto grande, è piena di neri che passeggiano, noncuranti di chi li circonda… E pensare che non se ne vedeva uno in giro nel 1995. Ora so perché: da 5 anni solamente, con l'indipendenza dal Sud Africa, la Namibia aveva visto la fine dell'apartheid. Dopo 16 anni, i neri si stanno impadronendo della città, anche se faticano coi loro stipendi a stare dietro alla modernità ed alla eleganza dei negozi di stampo europeo. Ma la differenza ora è che ci possono entrare.....se lo desiderano!!! Ragionamenti impensabili per noi europei... Dopo una breve passeggiata per la ridente e calma cittadina di Windhoeck, prendiamo il nostro camion-bus e ci dirigiamo verso il lodge, immergendoci nella vera Africa, quella che tutti noi immaginiamo. E prima della fine del tramonto finisce la strada asfaltata…. comincia la Namibia, con le sue "autostrade sterrate". In questo periodo il sole tramonta presto. Arriviamo di notte. Una strada sterrata ci attende e dopo lunghi salti e balli e fiumi da attraversare ci ritroviamo al tramonto davanti ad un cancello di una farm boera. Uno struzzo resta fermo, appollaiato ad ostruirci la strada per aprire il cancello, impedendoci di passare. Ed allora scendiamo tutti. Siamo arrivati. E lo struzzo trionfante e regnante ci dà il benvenuto!!! Diventa l'oggetto di interesse principale delle nostre macchine fotografiche.. flash e ancora flash spingono lo struzzo a spostarsi...anche a lui non possiamo accostarci troppo. Non sembra ma col becco fa male.... Ci facciamo strada. E assaporiamo il gusto dell'atmosfera della farm afrikaan stile coloniale, The Elegant Farmstead, ricolma di comfort di ogni genere, tutti compenetrati con il tipico ed inconfondibile stile africano. La piscina ci aspetta prima di cena. I più impavidi fanno il bagno...fa un po' freddo. L'escursione termica è forte in Africa, specie vicino al deserto. Si cena in questa atmosfera romantica, nel silenzio supremo africano e sotto un cielo stellato, mentre cerchiamo di capire dove siamo, cosa facciamo, in quale luogo incredibile siamo. Lo guarderemo in seguito il cielo. Siamo troppo stanchi. Dormiamo. La sera ci raggiunge Paolo, la guida italiana che ci accompagnerà per tutto il viaggio. Vive in Namibia dal 1988 ed ha aperto una associazione che cura leopardi e leoni e feriti.

3° giorno: Windhoek Area/ Parco Etosha 19 AGOSTO

Con grande tristezza lasciamo questo splendido lodge per ripartire la mattina all'alba per l'Etosha National Park, luogo preferito dei turisti europei. Il viaggio comincia sulle autostrade sterrate della Namibia. Si parte per il Parco Etosha attraverso scenari montuosi di grande effetto. Sostiamo al mercatino dell’artigianato per lo shopping. Arriviamo alle porte del Parco Etosha verso le ore 16. Abbiamo velocemente percorso la strada. Quindi, decidiamo di fare una puntatina. Quindi andiamo subito a curiosare alla prima pozza d’acqua che incontriamo: ci attendono un branco di elefanti che si abbeverano, tre giraffe ricurve sullo specchio d’acqua del laghetto, uno sciacallo, vari uccellini, zebre….Gli erbivori sono tutti là silenti mentre si avvicinano all’acqua, che assieme agli uomini che li osservano compongono un quadro naturalistico unico. Ignari di tutto ciò che noi siamo, vivono la loro vita tranquilla in perfetta armonia con altri erbivori, come l'Uomo. Non facciamo loro paura. Siamo innocui. Solo che il genere umano, dimentico di essere differente dal resto del mondo animale, comincia a confondersi nei sensi e smette di pronunciare parola...per iniziare ad ascoltare....finalmente i suoni ed i rumori del mondo naturale, degli elefanti, delle giraffe, degli sguardi attenti degli animali...ogni gesto, ogni sguardo, ogni movimento acquisisce significato profondo, unico, irripetibile...dietro il rotondo sole africano si volge al tramonto.... dura pochissimo in Africa. L'orizzonte è lì ad aspettarlo per eclissarlo e farlo riposare mentre la luna si erge dall'altra parte... In un attimo, sensazioni primordiali riaffiorano in ognuno di noi. La nostra mente rivive ciò che noi eravamo e che non siamo più, contendo in sé, chissà nascosti dove, ma pur presentii primordiali caratteri della nostra stessa esistenza. Si dice che in Africa torniamo ad essere tutt'uno con il pianeta Terra, e ci accorgiamo di essere protetti dall'universo, che vediamo molto vicino a noi: in Africa le stelle brillano ancora tanto e ci illuminano la strada. Di fronte a tali immagini tutto si ferma, il tempo acquisisce un valore diverso, tutto si quieta. Persino la voce si interrompe, restiamo tutti zitti ad ammirare la perfezione del mondo. Al tramonto ci cacciano dal parco. E mentre raggiungiamo di notte il Talevi Etosha village, diamo il passaggio ad una donna piedi. Non è proprio nera; è più chiara, più piccola ed ha lineamenti differenti dai Bantu!!! Ecco: primo incontro con una San moderna!!! Ne ho la certezza uando comincia a parlare... quale emozione!!! Lei sa di parlare un linguaggio differente dagli altri e sorride intimidita quando le chiedo di pronunciare le parole e di parlare un po'...... Spesso si incontrano persone a piedi lungo la strada che chiedono un passaggio per la cittadina più vicina... Il Talevi Village è di fatto la ricostruzione in tono moderno e confortevole di un villaggio Herero con tanto di recinto e di palafitta. Se alzi lo sguardo puoi guardare le stelle dalla doccia calda. L’acqua caldissima ci conforta. La notte passa tranquilla.

4° giorno: Parco Etosha 20 AGOSTO

All'alba sveglia, partenza per il parco a bordo delle 4x4. E così alle 6 ci aspettano le jeep, il freddo è tantissimo. Siamo provvisti di coperte, con cui ci copriamo completamente.... volevamo queste famose jeep....ed ora ce le abbiamo....che freddo....e ci vogliono ancora tre ore perché - diciamo - l'atmosfera si riscaldi...ed il sole faccia capolino... Dopo la registrazione all'ingresso, si cerca la zona dove sono presenti gli animali. Non si segue un percorso preciso, ma si va in funzione degli avvistamenti dei giorni precedenti e si fa tappa in varie pozze naturali e artificiali dove di solito si possono trovare animali e anche predatori. E’ una vera emozione! All'improvviso, dopo ore ed ore di appostamenti, un rinoceronte ci attraversa la strada.... Non ho mai visto un rinoceronte così vicino... eppure di safari ne avrò fatti una ventina ormai, forse di più....colpo di fortuna dei soliti principianti!!!! Il rinoceronte è davvero molto, molto raro. Vive tra la sterpaglia. È solitario. Ed è molto robusto. Se passi sulla sua strada può colpirti ferocemente. Il suo corpo rotondeggiante ed il suo volto hanno un non so che di antico e soprattutto di raro....eppure se ne va in giro indisturbato di tutti e di tutto.... Poi eccole là, le regine della savana: sette leonesse in assetto di caccia; si e no si intravedono tra i cespugli della savana che circondano la pozza d'acqua....aspettano le prede....guardando verso l'alto.... zebre, springbok ed altri erbivori che - accorti del pericolo - rimangono immobili per ore come statue. L'assetto di caccia può durare giorni interi ci dicono....fino a quando il più assetato degli erbivori scende verso la pozza d'acqua a dissetarsi....

5° giorno: Parco Etosha/ Damaraland 21 AGOSTO

Partenza per il cuore del Damaraland. Questa regione della Namibia, fa parte delle meno popolate e vanta una diversità geologica unica nel suo genere. Ospita inoltre i rari elefanti del deserto e i rinoceronti neri. Sosta per la visita a un tipico villaggio Himba con la presenza di un interprete, e si interagisce e si conoscono le tradizioni e la cultura di questa antica popolazione. Per me tornare in un villaggio himba è come tornare a casa dopo 16 anni....!!! Quindi con non curanza e senza il minimo timore mi butto nel villaggio e - dato che oggi giorno le donne himba sono meno ostili - mi sfogo con la macchina fotografica riprendendole in tutti i modi. Faccio lo stesso coi loro bambini, sempre molto gioviali. Questa volta l'incontro incantato è con un bambino che si è autocostruito una macchinetta fotografica con tubi di ottone e imita i turisti fotografando i fotografi.....ed allora non riesco a non prestargli la macchinetta ed insegnargli come fare.... non la lascerà mai più fino a quando io non lascerò il villaggio. I suoi compagni vogliono fare altrettanto e si ingelosisce persino quando la presto loro. Ma lui è il più bravo: riesce persino a fotografare un pupazzo disegnato sulla maglietta di una di noi!!! E certo, non ci avevo pensato... osserva da un'altezza diversa e con gli occhi di un bambino... strafantastico!!! Se avessi capito, ovviamente gli avrei lasciato la maglietta col pupazzo che gli piaceva tanto...ma non sono stata così brava.Mi colpisce altresì una donna himba che costruisce la sua casa di fango, tutta sola, un po' in disparte... chissà perchè. Poi il mercatino: le donne himba celebrano l'apertura del mercato sedendosi l'una accanto a l'altra, formando un cerchio all'interno del quale noi turisti passiamo ed ammiriamo i loro manufatti. Ciò che producono per i turisti non sono gli ornamenti da costoro indossati. Sono stupide perline infilate....e così, con l'occhio attento della esperta, cerco i loro gioielli, le loro collane.... Eh sì...questa volta riesco ad impossessarmi della loro conchiglia. È mia pure se ad alto prezzo. Ma ero disposta a tutto pur di averla. Forse la indosserò addirittura. Certo, le ho prese di sorpresa. Non si aspettavano che avrei scelto una "loro" vera collana, con un loro vero bracciale di ferro... È andata!!! Finalmente è in mio possesso. A casa la analizzerò in dettaglio. La conchiglia è un regalo di nozze!!! Resta nel mio cuore insieme alla adolescente himba del vecchio villaggio il bambino fotografo!!! Incredibile!!!

6° giorno: Damaraland 22 AGOSTO

Partenza per la visita della regione del Damaraland. A Twyfelfontein, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, si vedono le pitture rupestri risalenti a circa 6000 anni fa. Si visitano la Montagna Bruciata, le Canne D’Organo e, infine, la Foresta Pietrificata che si stima abbia 260 milioni di anni. Visitiamo Twiflefontenin con le sue pitture rupestri, arrampicandoci sull'altopiano. Andare alla ricerca delle pitture rupestri è un delle sensazioni più belle che io abbia mai provato nella vita..... si cercano tra le rocce i disegni fatti dai San, la popolazione più antica del mondo, fatta di grandi filosofi e artisti, con un dna differente dal nostro, e che sembra siano i primi uomini ad aver inventato la lingua!!!! La loro è la lingua click, fatta prevalentemente di 7 suoni. Utilizzano le corde vocali ed il palato come fosse uno strumento musicale. Quando parlano sembrano suonare lo scacciapensieri. Le loro corde vocali vibrano come le corde di una chitarra...non ho mai incontrato un uomo San. Vivono isolati nel Deserto del Kalahari e forse in questo viaggio riuscirò a vederne qualcuno....forse....ho deciso infatti di restare tre giorni in più in questo splendido Paese africano, proprio per incontrare un uomo San, prima che questa antica popolazione scompaia definitivamente.

7° giorno: Damaraland/ Swakopmund 23 agosto

Partenza per la città costiera di Swakopmund. Attraverso il passo di Brandberg, la montagna più alta della Namibia con i suoi 2579m, fino alla costa, raggiungiamo Cape cross lodge. siamo Sull'Oceano Atlantico. a Cape Cross risiede la più grande colonia di otarie dell’Africa australe. Barbara ed io tentiamo il primo collegamento via etere con il mio sito. E dopo molti tentativi riusciamo nell'intento. Quale emozione entrare nel mio sito www.africanepople.it Quindi ci immortaliamo nella foto ricordo davanti all'Oceano Atlantico fino ad immergerci completamente: evviva, siamo diventate amiche!!! Proseguiamo per la città di Swakopmund, vivace cittadina di mare tipica e ideale per shopping, relax e divertimenti. Il nostro hotel affaccia sulla Baia di Walvis! UAU panorama mozzafiato...

8° giorno: Swakopmund 24 AGOSTO

Risplende il sole.... Mattinata dedicata alla minicrociera nella Baia di Walvis Bay, ottima occasione per ammirare, da vicino, la vasta gamma di mammiferi che la abitano tra cui delfini e, se in stagione, anche balene. Puntiamo verso l'orizzonte a bordo di un catamarano, guidato da un marinaio dai baffi e capelli biondi....Delfini in grande quantità ballano e cantano in acqua....i pellicani ci inseguono per mangiare il pesce avanzato....meraviglia delle meraviglie..... A bordo viene servito champagne e ostriche. Un sole splendente ci ha assicurato un meraviglioso spettacolo di delfini saltellanti sull’acqua salata della baia, di foche coraggiose che si sono appropinquate sul catamarano, di gabbiani in cerca di cibo che ci inseguono in volo giocherellando in aria, di meravigliosi pellicani che prendono la rincorsa a filo d’acqua prima per puntare la ala estrema del catamarano e cercare avanzi di pesce pescato poco prima. E cosi in un gioco continuo di salti, immersioni e rincorse ci siamo lasciati alle spalle la meravigliosa Baia di Walvis con una particolarissima spiaggia color ocra, ricolma di una colonia di otarie…. E poi il pomeriggio a spasso per Swakopmund nopto la coprsenza di due tipi di negozi, due tipi di supermercati, due tipi di aeree, filo spinato di fronte ai negozi, chiusi con cancelli di ferro....speriamo bene! Prima di raggiungere la meta serale, mi imbatto nel mercatino di artigianato della città....il mio solito colpo da maestro....un tesoro inesauribile di pezzi d'arte africana: ci sono maschere africane, sculture, collane, bracciali......e impavida di quanto avvisato da due poliziotte, e del tramonto ormai al termine, del buio improvviso che piomba inesorabile, interrotto solo dalla luce del faro che sovrasta il porto della città, mi arresto immediatamente e vengo improvvisamente attratta da due meravigliose maschere africane... in mezzo a tante altre. Prima di fuggire via contratto all'imbrunire con i locali che stanno per ripartire con i loro prodotti invenduti e che inesorabilmente ripresenteranno il giorno dopo....ed ancora il giorno dopo....fino a racimolare il guadagno necessario per poter sopravivere. Approfittando delle chiusura del mercato al tramonto, posso contrattare meglio e chiedo loro di prendere o lasciare...!!!! Me le danno.. non ho mai conquistato niente di più bello lungo il mio cammino in Africa!!!! E poi via verso il ristorante che ospita il concerto dei Marimbas dal nome 22 South LIGHTHOUSE KEEPER gestito da un italiano nativo di Brescia che ascolta la musica di Venditti. Divertita gli chiedo se gli piace. E lui, sentendo il mio accento, mi chiede se riesco a convincere Venditti a venire in Namibia ed a cantare nel suo locale...!!! chissà forse...lo spazio web è di tutti...!!!! Chissà poi perché cantarellliamo tutti le canzoni di Venditti in Africa... Ce l'ho fatta ad incontrare i Marimbas dico tra me e me!!! Abbiamo persino ballato a ritmo di marimba ed una ragazza ci ha insegnato persino a ballare...ho imparato facilmente!!! Ci riscaldiamo la sera nel ristorante 22 South, con la musica dei Marimbas, i cui ritmi ci fanno penetrare fino a sentire i brividi della cultura e tradizione africana…. Sono gli stessi che hanno dato musicalità al mio documentario e fatto da sfondo alle immagini della Namibia... Due ragazze himba mi insegnano a ballare… imparo facilmente. sono tre i passi fondamentali. Il resto viene da sé. Ps. Una di noi si è innamorata dell'Africa..., e, persa nei suoi sogni, decide di tornare a dare una mano a Natale...chissà.....

9° giorno: Swakopmund/ Sossusvlei 25 AGOSTO

La mattina della partenza fa capolino Catherine, la ragazza herero che ci è venuta a salutare. Un pensiero a te, Catherine ed a tuo cugino! Siete davvero in gamba! Spero di rivedervi in Italia! Mandatemi le foto del festival Herero! Le aspetto! Ci reincontreremo a Windhoeck, dove io dovrei in teoria intervistare Nujoma. All’indomani – incredibile - il tempo è pessimo. Ci svegliamo con la nebbia. Abbiamo una giornata di percorso da fare. Il camion ci aspetta. Dopo la prima colazione, partenza per il Deserto della Namibia. Lungo il tragitto sosta alla rinomata Moonvalley e per l’avvistamento delle tipiche piante namibiane, le Welwitschia Mirabilis. Saranno le lunghe ore in bus....non lo so...ma improvvisamente mi rendo conto che ci sono coppie in viaggio di nozze..... Paola e Serge, immortalati coi loro grandi cappelli dietro ai quali improvvisamente scompaiono....., Natascia e Francesco, molto più timidi e riservati, ma anche le big five, ivi inclusa la più giovane, ancora minorenne..., e le loro cuginette di 5 e di 7 anni..., individuate e fotografate esattamente presso il Tropico del Capricorno, le prime della lunga serie delle "sisters and sisters" che si sono formate in corso di viaggio... Ciao a tutte ragazze!!! Arrivo nel Deserto della Namibia, il più antico al mondo, conosciuto per le sue tipiche dune rosse, causate dalle correnti fredde provenienti dall’oceano che provocano una surreale nebbia mattutina e danno vita a un deserto ricco di organismi viventi. Prima di lasciare l'area, passiamo per la duna 73… è bellissima. Ora organizzano un giro in squad i Nama. Salgo in moto. E ritrovo la mia felicità nel cavalcare una motocicletta. Passa il treno. Lo si fotografa alla stregua di uno springbock. La magia dell’Africa fa sì che qualsiasi cosa acquisti importanza e rilievo. Proseguiamo il viaggio.

10° giorno: Sossusvlei 26 AGOSTO

Nessuno ci crederà ma in questi giorni è nevicato in Sud Africa ed è caduta un po' di neve persino in Namibia....ed è piovuto nel deserto.....e così dovremmo in teoria vedere il deserto fiorito..... Ed allora vediamolo..... Il deserto del Namib, il più antico deserto del mondo ci sta aspettando…. Sveglia all’alba per ammirare i colori delle dune al primo raggio di sole. Il contrasto del rosso, dell’arancio delle dune con l’azzurro del cielo lo rendono il sito più fotografato della Namibia. Visita alle Dune di Sossusvlei e al Sesriem Canyon. È sempre una grande emozione camminare sui granelli soffici di quarzo che compongono le dune rosse del deserto del Namibia, il più antico del mondo. Il deserto ha un suo fascino...sembra di nuotare, di camminare su granelli di sabbia inconsistenti, che danno il senso di nullità, di vuoto, di end of the end of the world. Soususvlei, la dune 45, il deserto della morte sono tutti aspetti della medesima incredibile realtà africana. Il deserto è lussureggiante.....non ho mai visto niente di simile....ciuffi verdi sembrano non sapere dove prendere l'acqua spuntano dalla sabbia rossa. Si va a dormire presso lo Hammerstein Lodge

11° giorno: Sossusvlei/ Kalahari Desert 27 AGOSTO

Prima colazione e partenza verso la più grande massa di sabbia della Terra, il Kalahari Desert. I Boscimani lo chiamano “Anima del Mondo”, un modo caloroso ed emotivo per descrivere queste terre sconfinate abitate da una varietà incredibile di antilopi, piccoli mammiferi, insetti e rettili che rendono il deserto del Kalahari un ecosistema speciale e unico. Pranzo in corso di viaggio, cena e pernottamento al Aoub Lodge Serata tranquilla: assistiamo ad una matrimonio tra due colorati...si chiamano! Un'altra etnia, una via di mezzo tra bianchi e neri....e sì che sono strani.... Al mattino, arrivo e trasferimento allo Zebra lodge. Eh si......gli altri partono ed io, accompagnata da mia madre che non ha resistito al fascino dell'Africa..., restiamo nel deserto del kalahari per incontrare i San, i boscimani....chiamateli come vi pare..... Paolo ci raccomanda alle guide locali sue amiche, dicendo di trattarci come fossimo la sua famiglia!!! I componenti del gruppo scendono dal camion per un ultimo saluto prima di ripartire. Noi due veniamo prelevate da una jeep per scomparire dopo breve dietro un cancello del nulla, in mezzo alla sabbia rossa del deserto del kalahari e scomparire.....dietro la collina. Il richiamo per me è troppo forte....voglio incontrare i più antichi Uomini del mondo...presto accadrà. Una volta depositate le valigie in questo splendido lodge, dal nome Zebra lodge, Intu Afrika, mi precipito a chiedere di poter incontrare i pochi uomini San rimasti vivi al mondo....e così, in loro attesa, sulla veranda del bellissimo appartamento che ci danno che affaccia su una piscina con sfondo sulle dune rosse del deserto.....(quasi quasi posso cominciare a pensare di mettere un bel poster con dune dietro alla mia vasca idromassaggio)....improvvisamente dal nulla appaiono sei giovani San, ricoperti solo da una gonnellina poggiata sui fianchi fatta di pelle di antilope....io resto esterrefatta....perché appaiono per davvero dal nulla... Sono veloci, istintivi, attenti, intelligenti, muniti di un bastone con cui solo soliti cacciare..... raggiungono il lodge..... Assieme a loro il traduttore di lingua click-inglese!!! Salutano, parlano, si presentano.....non so più cosa fanno: ....cantano, parlano, suonano, guardano.....perdo il senso della razionalità.... mi emoziono...li guardo esterrefatta! Non so più se guardarli o ascoltarli...resto immobile a guardare i loro volti...simili e diversi dal mio di donna moderna......ma c'è di più... Sono creature meravigliose...non sono molto alti; anzi, sono piuttosto piccolini. Sono uomini in miniatura e vivono di caccia, come l'Uomo viveva in natura; sono dotati di una saggezza antica, tesa alla sopravvivenza nel deserto, e così di padre in figlio oralmente hanno tramandato la loro cultura, e miracolosamente sono arrivati fino a noi, mantenendo un aspetto arcaico, un po' differente dal nostro. Infatti, al nostro incontro ridono....ridono anche loro,,,perchè la differenza non è poca. Inoltre sanno di sembrare molto più giovani di quello che in realtà sono...incredibile... sembrano avere il dono della giovinezza. Sembrano tutti adolescenti. Mentre non è così ed il loro capo,anzi, di 34 anni ha il volto triste. Poi gli chiedo il perchè di un tatuaggio che prontamente fotografo sul braccio: ha lasciato sua moglie e suo figlio al villaggio e ne sente la mancanza. Così ha disegnato sua moglie sul braccio. Ed io ho imparato a parlare con lui con il mimo. Ho messo la mano sul cuore mostrando il battito....per esprimere il sentimento di amore e ho indicato la statura di un bambino.... ha capito perfettamente il mio mimo.... e mi ha sorriso....ebbene sì. Sono riuscita ad entrare in contatto con loro e ad avere il loro rispetto....ora possiamo interagire alla pari.... Talmente emozionata ho immortalato con più scatti che potevo le loro voci, i loro visi, i loro gesti mentre ho lasciato la telecamera fare il suo lavoro coadiuvata dal treppiedi un po' sbilenco. Non ho mai visto niente di simile. Pongo ulteriori domande attraverso il traduttore - per la prima volta nella mia vita - e mi sembra di parlare ai miei antichi progenitori....ascolto e guardo il traduttore in attesa che i loro suoni siano tradotti in inglese. È molto difficile ripetere i sette suoni che sono alla base della loro lingua: in un intervallare di sensazioni ed emozioni, se io sono qui è grazie a loro, penso dentro di me!!! Chiedo se vogliono vivere all'occidentale. Mi dicono che non hanno più scelta. Non possono più cacciare. Io penso che i territori sono stati tutti controllati dalle farm. Ma ho intervistato il Presidente della Repubblica Sam Nujoma il giorno successivo all'incontro ed il Ministro dell'economia del Governo della Namibia, due giorni fa. Pongo la medesima domanda ad entrambi: lo dovevo ai San ed agli Himba e mi sono fatta portavoce dei loro bisogni presso i loro capi politici. Entrambi sottolineano l'esigenza di mandare a scuola i bambini himba e san come gli altri e diventare parte attiva della Namibia, in quanto loro nazione. Non devono vivere emarginati, come ora - costoro pensano - dal resto del mondo. Poi esiste un problema di tasse! Sembra che debbano pagare le tasse per cacciare. Il Governo namibiano sta fronteggiando il problema delle tasse. I cittadini locali pagano troppe tasse!!!! Questo problema l'ho già sentito...e stanno prefigurando un sistema di tipo proporzionale: le tasse verranno pagate in base al reddito!!! È una fortuna per i San e per gli Himba che come reddito hanno solo le mucche e gli orici... Onestamente, i punti di vista sono diversi e la situazione è molto complessa. Per me devono essere loro a decidere. Ma questa è la mia umile posizione. Ma dono loro con semplicità il mio libro..... non sanno leggere, figuriamoci la lingua italiana, ma sanno guardare le figure....si riconoscono nelle pitture rupestri fotografate....eh sì. Sono famosi per le splendide pitture rupestri presenti in tutta l'Africa australe da oltre 6.000 anni fa. Hanno scritto intere enciclopedie sul mondo animale ivi presente e sugli uomini e le loro tradizioni, abitudini e piante tanto da far diventare inquietante l'interpretazione degli antropologi della famosa dama bianca della Namibia che ha messo in ginocchio generazioni di scienziati..... Grazie ad essi, sappiamo del processo di desertificazione che ha avuto luogo in Africa. Bè...no solo.... le pitture rupestri sono vere e proprie opere d'arte.... E cos' i San ci insegnano a cacciare, a bere, a mangiare, ad avvelenare gli animali ed a nutrirsi... Mimano, suonano, schioccano, parlano...sono un incanto!!!! Ho registrato tutto. Seguirà un documentario solo ed esclusivamente su di loro. Non sappiamo quanto ancora sopravviveranno alla civiltà occidentale. Mi sento davvero fortunata ad aver avuto la possibilità di incontrarli. Mi hanno detto che è molto importante che si parli delle loro tradizioni e delle loro abitudini. E così imparano a volermi bene, anche se non sono come loro. Ho espresso il mio desiderio di imparare la loro lingua! Mi hanno risposto che ci vuole tempo e che in tal caso io dovrei vivere un po' di tempo con loro e condividere la vita in un loro villaggio!!! Bè....forse un giorno.....in verità, io il salto nel vuoto non sono mai riuscita a farlo...e così inspiro tutto l'ossigeno che posso quando vivo queste realtà e lo trattengo, sognando l'Africa, per tutto il tempo che mi separa dalla stessa....ma ho imparato a sentire vicino questo continente ricordando ed esplorando tutte le sensazioni provate nel mio percorso di viaggio. Quando Luigia mi ha visto scrivere il diario di viaggio, mi ha chiesto se in realtà stavo iniziando un secondo libro...non lo so ancora. La creatività è un aspetto incontrollabile della nostra personalità. Certo è che dare voce alle esperienze avute significa anche rendere immortali le persone incontrate, come te, per esempio! Un ultimo brindisi al tramonto africano, in cima ad una duna rossa, dopo aver avvistato - ci sono volute tre ore di pirolette tra una duna e l'altra, per raggiungere ed oltrepassare le quali l'esperto driver inventava il percorso piuttosto ripido...devo dire...- una coppia di leoni del deserto del kalahari, mentre riposavano tra la sterpaglia: sono più spettinati degli altri.....e più selvaggi...deve essere l'ambiente ostile. Tramonto sopra la duna del Deserto Kalahari con champagne e patatine - follia - insieme a turisti tedeschi... io e mia madre su una duna del deserto del kalahari appena fuori dalla jeep: si brinda una ultima volta prima di lasciare il deserto del Kalahari forse per sempre - sono già tre volte che mi ritrovo in questo deserto nella mia vita - in mezzo ai leoni... non ci si crede....!!!! un pensiero va agli altri componenti del gruppo che ormai dovrebbero essere arrivati, gli uni alle Cascate Vittoria; gli altri a casa....

12° giorno: Kalahari Desert/ 28 AGOSTO

Partenza verso Nord, per Windhoek. E qui teoricamente io, dovrei intervistare nel suo ufficio il presidente della Repubblica, Sam Nujoma, colui che ha portato la Namibia all'indipendenza nel 1990. Ti immagini???? Pensavo dentro di me! Comincio a rendermi conto solo ora di cosa ho combinato.....io devo incontrare questo signore???? Ma mica scherzeremo.... bè. Tanto non ci riuscirò.... Ma subentra Paolo, che da residente, in assenza del taxi che io avevo chiamato, ci scorta letteralmente presso gli uffici di Sam Nujoma, paragonabile a Nelson Mandela, ormai ritiratosi dalla politica dal 2005, e ponendo al suo posto un suo compagno di battaglia, Pohamba! Ma ad aspettarci non c'è nessuno veramente. L'Africa non funziona come l'Europa. Dopo qualche telefonata di ricognizione diplomatica, arriva un uomo nero molto molto grande e robusto, con un fuoristrada molto molto grande e bianca.....si ,si proprio come quelle dei film.. fa salire tutti e tre: io, mia madre e Paolo e scompariamo dietro i grandi finestrini scuri mentre l'auto si dirige vreso le colline di Windhoeck. Non sono morta di paura solo perchè eravamo tre!!! Altrimenti un infarto era assicurato. Me lo aveva detto il taxista il giorno prima che mi avrebbero accompagnato a casa del Presidente, ma io non ci avevo creduto. Oltre alla guardie del corpo nel giardino di casa, si intravvede seduta e tranquilla una donna nera, molto distinta nella sua semplicità: è sua moglie che ci sorride serena!!!! Ci fanno entrare in casa, c'è un leopardo....per fortuna imbalsamato... ci fanno accomodare e.... Sam in cucina...si sente il rumore delle stoviglie.....e ci fa portare un the....sono molto emozionata. Mi ero preparata tutte le domande, ma come al solito, anche l'intervista ha una sua vita propria... lo scorrere delle parole, dei ragionamenti fa sì che prenda forma un bel colloquio. Sam mi sta studiando con lo sguardo. È un uomo molto diretto e sincero. Non ha certo paura di dire quello che pensa. È un intellettuale nero, di ben 82 anni! L'ultima domanda che pongo è sulla condizione della donna in Namibia, visto che la società himba è - incredibile - una società matriarcale! Il mio sorriso spunta improvviso sul mio volto. Non riesco a trattenermi.. malgrado la fortissima emozione sono riuscita a tenere il confronto con questo uomo che mi spiazza appena prima che pongo le domande che devo reinventare ogni volta e riadattare alla nuova situazione. Ce l'ho fatta! Ormai si fida di me!!! Il grande uomo della scorta mi sorride perchè fotografo anche lui. È davvero pittoresco....Ci riporterà addirittura in hotel, con quella grande auto da ufficio presidenziale. Figuriamoci!!! Ci guardano tutti attoniti..! Siamo noi....siamo solo noi ribatto!! E ci aprono il cancello!!! Un ringraziamento particolare a Paolo per il suo supporto e la sua guida! Long life and prosper

Un ultimo saluto al bambino himba: ti rendo immortale bambino, tu che ami la fotografia! Un giorno sarai un grande fotografo se avrai la possibilità di frequentare la scuola, come hanno promesso i tuoi Capi!!! Sarai sempre nel mio cuore....

Ciao bambino Himba senza nome

mi ha riempito di gioia scoprire la tua passione

intento a fotografare le tue fantasie senza forma...

ma la mia macchinetta ora detiene il tuo segreto inesplorato ai più:

si tratta del pupazzo disegnato sulla maglietta che indossava quel giorno mia madre!!!

È nato un fotografo oggi in un villaggio himba! È festa!!! Accorrete tutti!!!

È nato nel silenzio della polvere;

È nato nel silenzio del fango del suo villaggio;

è nato nel silenzio della povertà

ed io ti do voce, bambino silenzioso, senza nome

io ti do voce...

Hai le mani sporche

ricolme della polvere e del fango con cui tua madre costruisce la capanna in cui ti ripari quando fa buio!

Il tuo sguardo è vivo,

ancora privo di pregiudizi,

felice all'arrivo degli ospiti.

E tu li incontri, a modo tuo,

dietro una lente finta, imitandoli...

attratto da una passione ancora senza nome

alla ricerca di te stesso, pur bambino...

i tuoi balli i tuoi canti i tuoi giochi

i tuoi sorrisi.... tra gli schiamazzi dei tuoi coetanei che pretendono anche loro di toccarne una di macchinetta

infine i tuoi dialoghi senza parole hanno aperto il cuore di tutti noi!

Come ho potuto dimenticare il tuo sguardo...

i tuoi grandi occhi neri, in quel bel viso colorato rotondo e paffuto...

forse erano nascosti dalla lente con cui ti aggiravi incuriosito nella piazza del villaggio...

coraggio, bambino Himba: Arrivederci!

Windhoeck-Johannesburg/Monaco 31 AGOSTO partenza per Johannesburg. All'aeroporto incontriamo la parte restante del Gruppo e coincidenza per Monaco.

16° giorno: Monaco/Roma 01 SETTEMBRE

Siamo all'aeroporto di Fiumicino!!! I cani antidroga annusano le mie valigie...sentono l'odore degli animali...e forse delle uova di struzzo....!!! I poliziotti sorridono....Rientriamo!!! Incredibile! Rientro e mi aspetta un altro splendido viaggio, ancora più promettente di questo.....!!!

Ps. Spero che i miei compagni di viaggio abbiano imparato ad amare l'Africa! Questo era il mio segreto compito...ora posso svelarlo...il danno è fatto e non si può tornare indietro!!! Ciao a tutti!!!!